Tra ciclismo su strada e mountain bike, il gravel si è imposto come modo diverso di affrontare il terreno: più libero, più esplorativo, meno vincolato alle infrastrutture classiche del ciclismo. Arrivando a un incrocio, preferisce l’itinerario di pura prestazione e trasforma ogni uscita in lettura del paesaggio.
Nato sulle strade isolate e le piste non asfaltate degli Stati Uniti, questo sport si è strutturato solo negli ultimi anni a livello internazionale. In particolare, la creazione delle UCI Gravel World Series ne ha consacrato il passaggio da svago a disciplina riconosciuta.
A Crans-Montana, il gravel trova un terreno che non si accontenta di accogliere questa disciplina: la mette in scena.
Qui, gli itinerari non seguono un unico tipo di paesaggio, ma inanellano mondi diversi. Strade vinicole, sentieri nei boschi, borghi di montagna e passaggi in alta quota si susseguono in uno stesso sforzo ininterrotto. Il territorio si legge in modo progressivo, dai vigneti della valle del Rodano alle zone dei pascoli dell’Haut-Plateau.
Questa continuità topografica dà al gravel la dimensione particolare di una traversata più che di un percorso.


Qui il gravel si pratica in un ambiente dai contrasti particolarmente marcati, passando senza soluzione di continuità dai vigneti della valle del Rodano ai boschi di alta quota e ai pascoli alpini. Con questa varietà dei rilievi, diventa una disciplina al contempo accessibile ed esplorativa, in cui ogni uscita offre una diversa chiave di lettura del territorio.
La località propone tre nuovi grandi tracciati da gravel - Miriouges, Aminona e Louché - declinati in più varianti e distanze, per un totale di sette percorsi. Questa strutturazione soddisfa vari livelli di pratica e desideri di esplorazione, dall’uscita accessibile all’avventura più intensa.
L’anello Aminona Gravel, proposto nei formati da 17, 23 e 30 km, è una salita in alta quota che segue il passaggio graduale dall’altopiano ai pascoli. In alcuni punti, costeggia il Bisse du Tsittoret, per poi aprirsi su ampi scorci sulla valle del Rodano e sulle vette circostanti.
L’anello Miriouges Gravel, declinato in 9 e 15 km, propone una scoperta più dolce del territorio. Fra Crans-Montana e Lens, privilegia un ritmo più accessibile, con laghi, borghi e sentieri tranquilli, in un approccio più contemplativo che sportivo.
L’anello del Louché Gravel, disponibile nelle versioni da 29 e 34 km, è destinato a una pratica più impegnativa. Più lungo e sostenuto, è un itinerario completo intorno a Crans-Montana e Lens. Qui diventano protagonisti lo sforzo fisico, la varietà dei terreni e l’ampiezza del percorso.
Al di là di questi itinerari, il gravel consente anche di prolungare l’esplorazione verso i paesini vicini e i vigneti di fondovalle, collegando sentieri nei campi e nei boschi per dare spazio a uscite più lunghe e libere.



A Crans-Montana il gravel si esprime anche attraverso formati di ultra-distance, di cui GRAAALPS (dal 14 al 19 luglio 2026) è uno dei principali appuntamenti.
Questo evento ultra-distance incarna perfettamente lo spirito della disciplina: autonomia, endurance e continuità del movimento su diverse centinaia di chilometri. Inoltre, conferma la località come punto di passaggio e di partenza di itinerari che si spingono abbondantemente oltre la dimensione locale.
Più che essere una tendenza, il gravel si inserisce naturalmente nella struttura del territorio di Crans-Montana. La sua logica di spostamento libero corrisponde a uno spazio in cui le transizioni tra fondovalle e montagna sono rapide, continue e visibili.
È questa corrispondenza tra pratica e rilievo a spiegarne il rapido sviluppo nella regione.