24 settembre 2019
Chef franco-svizzero, a capo del ristorante gastronomico, stellato nella guida Michelin, dell'Hostellerie du Pas de l'Ours e custode della Cabane des Violettes insieme alla guida Pierre-Olivier Bagnoud, Franck Reynaud non ha più bisogno di presentazioni, nel mondo della gastronomia. Strenuo difensore della sua regione di adozione, di tutti i suoi artigiani appassionati del proprio mestiere e dei propri prodotti, Franck ama sublimare i prodotti della natura e creare sensazioni attraverso la sua cucina raffinata. Rappresenta così nel migliore dei modi il lato gastronomico di Crans-Montana e della sua regione.
Riconoscimenti
1 stella sulla Guida Michelin
18 punti su 20 sulla guida Gault & Millau
Quale ricetta ci presenterà oggi? Con quali prodotti ha deciso di lavorare, e perché?
Un filetto di capriolo affumicato al legno di ginepro e flambé al gin vallesano, con crucifere e prugne Fellenberg.
Ho scelto di presentare questo piatto, in questo periodo dell'anno, perché secondo me rappresenta l'unione tra l'alta quota e la pianura, e la bella stagione autunnale che si prospetta.
Di che prodotto non può assolutamente fare a meno in cucina?
Il prodotto che non può mancare nella mia cucina è, chiaramente, l'olio d'oliva.
Il piatto della sua infanzia?
Vengo da una famiglia di ristoratori e albergatori, perciò mi tornano per forza alla memoria mille ricordi d'infanzia. Penso che i pranzi delle feste di famiglia, cucinati con amore, rappresentino un immenso ricordo che mi aiuta ogni giorno nel lavoro in cucina.
Ha sempre dato per scontato che avrebbe fatto il cuoco?
No, non per forza, in realtà. Però, la voglia di dare piacere e trasmettere emozioni, questo sì!
Meglio: Sapori locali o esotici? Tradizione o Innovazione?
L'innovazione dei sapori locali nella tradizione... Perché ha scelto Crans-Montana per esercitare questo mestiere? È stata Crans-Montana a scegliermi... (ride).
Cosa la influenza o la ispira, parlando di cucina?
Direi che sono poco influenzabile. In realtà, l'ispirazione mi viene dalle diverse situazioni della vita e dal luogo in cui mi trovo. La montagna, per esempio, è una fonte inesauribile di ispirazione per me, gli artigiani, i produttori e i prodotti, come anche la loro storia, sono tutti grande fonte di ispirazione.
Il suo più bell'incontro gastronomico?
Sono talmente tanti! Ci sono piatti che mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi.Ci sono persone che amo, nella gastronomia, ognuna delle quali aggiunge qualcosa di diverso, con una vera e propria firma culinaria: Jacques Maximin, Andrea Caminada, Philippe Chevrier, Didier de Courten, Franck Giovannini, Emmanuel Renaut, Christophe Aribert, Alex Atala.
Un aneddoto che ha voglia di raccontarci?
Non è proprio un aneddoto, piuttosto una verità del mio Amico Jacques Maximin: "Creare non è copiare". Chi ha orecchie per intendere, intenda...
La ricetta di Franck Reynaud in video