11 marzo 2021
Lei è nato nella regione o l'ha scelta più tardi?
I miei genitori e i miei nonni erano di Lens, quindi sono un vero e proprio indigeno. Sono sempre stato legato a questa regione. Dopo aver lavorato come educatore per qualche anno, alla fine ho sposato il mestiere di viticoltore nella cantina di famiglia, a Flanthey.
Quali sono i suoi interessi? Sono strettamente legati al suo lavoro o no?
Ho la fortuna di avere delle passioni che corrispondono al luogo in cui vivo: mi piace stare all'aperto, immerso nella natura, a coltivare le vigne. Pratico anche diversi sport: sci, trekking e golf. Mi fa molto piacere anche conoscere gente e parlare con loro, un aspetto che apprezzavo del mio lavoro di educatore. Questo gusto per il contatto interpersonale mi ha permesso di sviluppare l'accoglienza alla cantina.
Quindi lavora per la Cave Cordonier-Lamon. Cosa l'ha spinta a farlo e cosa la appassiona in quello che fa?
Lavorare nella cantina è un modo di rendere onore al lavoro di mio padre, di preservarne l'eredità e portarla avanti. Da giovane, davo una mano nelle vigne, il che mi ha dato una buona visione d'insieme. È un mestiere davvero appassionante e molto vario: innanzitutto, c'è il contatto con la natura, poi la trasformazione del prodotto, ma anche il rapporto con la clientela, la degustazione del vino, la vendita e la consegna. Decisamente, faccio ogni giorno una cosa diversa.
Qual è la specificità della sua attività e cosa la distingue dalle altre, secondo lei?
La nostra forza, è controllare la fabbricazione del nostro prodotto dalla A alla Z, dall'uva alla bottiglia. Con la ricchezza della nostra regione, adattiamo l'innesto del vitigno perché esprima al meglio il suo potenziale. Cerchiamo anche di innovare continuamente per creare vini d'eccezione.
Qual è la storia dietro la sua impresa e i suoi prodotti?
Nel 2007, io e mia sorella abbiamo rilevato l'impresa di famiglia e le abbiamo dato una svecchiata. Abbiamo ampliato gli spazi, creando, in particolare, un luogo di incontro moderno che valorizzasse il panorama eccezionale di cui godiamo. Inoltre, seguendo l'esempio di mio padre che, fin dal 1962, ha sempre arricchito la gamma (nuovi vitigni, barrique, vendemmie tardive ecc.), abbiamo voluto sedurre con prodotti innovativi (Graal, Freya, Triumvirat), conservando al contempo la nostra autenticità.
Attraverso la sua azienda e i suoi prodotti, cosa cerca di offrire ai suoi clienti?
Attraverso i nostri tanti vitigni, cerchiamo di mostrare la ricchezza del territorio, la sua autenticità e diversità, la sua storia. E durante le degustazioni alla cantina, apprezzo di poter mostrare da dove viene l'uva, dato che la nostra terrazza sovrasta gran parte del vigneto.
Come ha vissuto questo periodo così particolare in relazione alla crisi da Covid? Come vi siete dovuti adattare?
Ci ha spinti a essere creativi e dinamici. Durante il lockdown parziale, abbiamo proposto delle degustazioni filmate. Abbiamo consolidato la nostra presenza sui social network creando diversi "pack Covid". Abbiamo anche inviato una bottiglia alla nostra fedele clientela privata, per testimoniarle il nostro sostegno. Infine, abbiamo offerto un buono a tutti i nostri partner ristoratori, perché era importante mostrarci solidali.
Cosa la motiva a lavorare a Crans-Montana e qual è la forza della regione ai suoi occhi?
Sono membro fondatore dell'Associazione dei viticoltori del Haut-Plateau (AEHP), e mi piace mettere in risalto l'enoturismo nella regione, i viticoltori e i produttori locali. Il primo obiettivo è stato realizzare il Salone dei vini e del territorio. Volevamo consentire agli ospiti della località di scoprire la ricchezza vinicola dei suoi crinali. Peraltro, quest'anno la manifestazione si svolgerà sull'area di Ycoor, dal 29 al 31 luglio 2021. Proponiamo anche, nell'ambito della manifestazione Cantine sociali aperte dei vini del Vallese, che si svolge dal 13 al 15 maggio 2021, un forfait "Taste & Dream" che dà la possibilità di prenotare una stanza d'albergo e accedere alle nostre cantine in navetta, in assoluta sicurezza.
Qual è il suo posto preferito a Crans-Montana, il suo secret spot?
Apprezzo particolarmente la zona di Aminona, perché è il luogo che meglio rispecchia la mia personalità. Passeggiare verso la Tièche, il passo della Roue o le Faverges, tutti luoghi piacevoli in cui si è in contatto con la natura, prima di fermarsi a mangiare in un buon ristorante della zona.
Qual è il suo più bel ricordo a Crans-Montana, quello che l'ha segnata?
Ho imparato a sciare da bambino, sul nostro magnifico comprensorio sciistico. Eravamo in 2-3 famiglie a passare le giornate sulle piste e fare un picnic sulle rocce. Inoltre, d'inverno, quando i rifugi sono aperti, adoro finire la passeggiata in un ristorante in quota e degustare una fondue di Mondralèche abbinata a una buona bottiglia.
Cosa le piacerebbe che si sviluppasse a Crans-Montana?
In paese come nelle vigne, accogliamo degli ospiti. Ci sono ricchezze da valorizzare e sinergie da sviluppare. Abbiamo tutto da guadagnare a proporre esperienze particolari: Crans-Montana è sicuramente una delle poche località sciistiche a possedere un vigneto sul suo territorio... e una qualità vinicola senza pari. Approfittiamone!
Per maggiori informazioni sulla cantina Cordonier & Lamon, organizzare una degustazione, ordinare un pack Covid o i loro tanti altri vini, visitate il sito internet www.cordonier-lamon.ch
E scoprite l'elenco dei tanti viticoltori della regione di Crans-Montana.
Progetto realizzato con il sostegno della Jeune Chambre Internationale de Crans-Montana
Foto ©Maxime Fayet