Vacche e formaggio, fra tradizione e folklore

14 agosto 2024

Tuffati in un universo alpino in cui tradizione, convivialità e folklore scandiscono il ritmo della vita estiva nei pascoli. Scopri la produzione artigianale del formaggio e partecipa ai festeggiamenti alpini che giungono al culmine con la Désalpe, conviviale festa che celebra la fine della stagione e mette vacche e formaggio al centro della scena.


Una giornata sull'alpeggio

Per lavorare tutta l'estate sui pascoli, bisogna essere mattinieri e avere passione! "Tutte le mattine, alle 3:50, andiamo a prendere le bianche, le mungiamo e togliamo i sérac dalle forme. Dalle 6:00, poi, ci mettiamo all'opera per produrre il formaggio con il latte munto al mattino", spiega Stéphane.

Perché tutto funzioni durante la giornata al pascolo, servono diverse persone: una si occupa tutto il giorno delle vacche di Hérens, perché "non le lasciamo mai sole; bisogna controllare i combattimenti tra loro per stabilire continuamente la gerarchia". Una seconda pulisce le stalle o gira e affina i formaggi mentre un'ultima si occupa della fabbricazione del formaggio del giorno. Secondo Stéphane, "la vita dei pascoli è la più bella del mondo", un vero lavoro di squadra, nel rispetto della tradizione.


La produzione del formaggio

D'estate, sull'alpeggio, si mungono le vacche e si fabbrica il formaggio tutti i giorni. Perché "per fabbricare formaggio DOP, bisogna produrre ogni giorno", ci spiega Stéphane.

All'alpeggio di Corbyre, Stéphane produce il formaggio da raclette, un'istituzione in Vallese. E, quando la produzione di latte lo consente, si realizzano artigianalmente tome fresche, "nature" o aromatizzate (al cumino, al pepe, all'aglio orsino...) e sérac. Ma il meglio rimane comunque venire ad assistere alla produzione del formaggio (ogni domenica mattina d'estate, fino alla Désalpe) o assaggiarlo questo weekend, durante la Désalpe organizzata per le vie di Crans-Montana.






Feste in alpeggio

La vita nei pascoli è scandita da diverse feste, di cui le principali sono l'Inalpe e la Désalpe, la salita e la discesa delle vacche dagli alpeggi. Tradizionalmente, l’Inalpe, la salita al pascolo, segna l'inizio della stagione e riunisce tutti i capi delle varie mandrie dei dintorni. Le vacche combattono davanti agli spettatori e definiscono così una gerarchia che si modifica nel corso dell'estate. L'atmosfera è vivace, si sente risuonare il corno delle alpi e si può verificare personalmente la leggendaria convivialità degli aperitivi vallesani.

D'estate, sui pascoli vengono organizzate feste, in particolare all'alpeggio di Corbyre dove, durante la stagione, si fanno raclette party e feste folkloristiche.

Vera e propria festa tradizionale delle Alpi svizzere, la Désalpe segna la fine dei combattimenti tra le vacche e l'inizio della vendita del formaggio fabbricato durante l'estate. Questa celebrazione, allegra e tradizionale, riunisce grandi e piccoli, gente del posto e turisti, per un un momento fatto di cose semplici e condivisione. La Désalpe consente di presentare al pubblico le vacche, ornate di fiori per l'occasione, e vendere la produzione di formaggio realizzata durante l'estate, riportando l'elemento umano e animale al cuore del processo di fabbricazione.








La Désalpe, un momento particolare con le vacche

Inoltre, è l'occasione perfetta per condividere in allegria questa passione con i proprietari del bestiame, come fa Luca Aerni, sciatore alpino e ambasciatore di Crans-Montana.

Luca ha sfilato per la prima volta nel 2021 accanto alla sua vacca di Hérens che gli era stata donata dai Comuni di Crans-Montana nel 2017, come ricompensa per il titolo di campione del mondo conquistato proprio quell'anno. Battezzata Corviglia, come la pista che gli ha permesso di salire sul gradino più alto del podio, gli ricorda quel momento indimenticabile ogni volta che va a trovarla all'alpeggio di Corbyre, dove vive. "Mi sono sempre piaciute le mucche, fin da quando ero piccolo", confida Luca. "Da bambino, quando venivo a Crans-Montana con la mia famiglia, mi piaceva andare ad aiutare e occuparmi della mandria che c'era vicino a dove abitavamo. Ora che ho Corviglia, appena posso vado a dare una mano a Stéphane all'alpeggio di Corbyre".